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Gli Ufficiali della 2° Batteria
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Questa sezione del sito è dedicata all'illustrazione
dei profili degli ufficiali con i quali abbiamo trascorso i
cinque mesi di corso a Bracciano.
Abbiamo cercato di cogliere in ognuno di essi le
caratteristiche principali, sottolineandone pregi e difetti
in modo ironico. Non intendiamo pertanto offendere nessuno ma vogliamo
altresì fare in modo che tutti possano ricordare
quei bei momenti trascorsi insieme.
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Cap. Giacomo Razzano
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Credo che il nostro Capitano abbia sofferto come noi durante i
mesi di corso!
Non e' facile infatti per un ufficiale comandare una batteria
di allievi; la competizione tra i gruppi e le batterie all'interno
dei gruppi stessi era accesa e spesso anche gli ufficiali
dovettero subire la loro dose di rimproveri dagli
ufficiali superiori.
Cio' nonostante il comportamento del Capitano fu sempre
improntato sulla massima corretezza e rispetto verso di noi.
Per questo egli era ben visto da tutti anche da chi fu punito
ripetutamente (vero Sergio e Valentino?)
Il Capitano fu anche uno dei docenti del corso (credo
insegnasse Azione di Comando ed Educazione sociale); durante
le lezioni riusciva a svegliare con la sua voce grave
coloro i quali si addormentavano in aula.
Tipiche le sue espressioni in puro irpino ("Non si vede pił
una beata fava", "and gombany varie") e il suo modo di camminare.
Cosa dire di pił: "Grazie riposo in libertą".
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Ten. Cantalini (il Cattivo)
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Dopo la prima settimana alla Scuola, terminato il periodo
di ambientamento, fummo affidati alle "cure" del Ten. Cantalini.
Egli rimase con la nostra batteria per un mese circa ma in quel
mese fece strage di allievi (i giorni di consegna volavano come niente
fosse).
Personalmente mi ricordo le sue lezioni teoriche e pratiche
di Addestramento Formale (veramente formale) durante le
quali non volava una mosca.
Improvvisamente se ne andò lasciando la Batteria nello
sconforto(?!?)
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S.Ten. Margaritelli (il Brutto)
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Fu un ex allievo della Scuola (142° Corso) rimasto a Bracciano;
fu il nostro incubo per diversi mesi.
Non dette mai confidenza a nessuno fino all'ultimo giorno quando si
congedo' definitivamente.
Credo che tutti ricorderanno le lezioni di
armi ed esplosivi nel cortiletto della batteria, al freddo, sotto la
neve, in fila ad aspettare il proprio turno.
La sua maniacale osservanza dei regolamenti ci costrinse spesso a
non poter utilizzare i guanti per ripararci dal freddo poiche' la
regola era "o tutti con i guanti o tutti senza". Dato che
statisticamente qualcuno se li dimenticava, la regola scattava
impietosa per tutti.
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S.Ten. Tei (il Buono)
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Ma era convinto di essere un ufficiale? La domanda ce la ponemmo
in molti poichè il S.Ten. Tei sembrava non essere
convinto di quello che faceva.
Era preferito a Margaritelli in quanto molto più "buono" e ragionevole
nel capire alcune situazioni ma la sua vera indole resta ancor'oggi un
mistero per tutti noi.
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S.Ten. Gabriele Detta (l'Amico)
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Fu uno dei nostri "nonni" che, terminato il corso ed essendosi
classificato Primo, rimase a Bracciano.
Molti se lo ricorderanno durante i primi giorni, quando, allievo
accompagnatore, con il suo sguardo cattivo, ci urlava in faccia.
Fortunatamente le apparenze spesso ingannano e questa sua fama di
cattivo, svanì presto quando entro a far parte degli ufficiali
della nostra batteria.
Alla fine credo che, almeno personalmente, ci fu un rapporto di
stima reciproca.
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S.Ten. Alessandro Punzo (il sottocomandante)
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Verso la fine del corso comparve il S.Ten. Punzo; aspetto
da attore hollywoodiano, a cavallo del suo scooter rosso
fiammante, era il classico ufficiale di complemento
(di complemento infatti! E molto ben missilato!!!).
Divenuto sottocomandante di batteria per via del fatto che
era un cosiddetto firmaiolo (Ufficiale di complemento
in ferma volontaria), prese subito il comando delle operazioni.
La sua presenza durante le "esterne" fu tale che molti di noi non
se ne accorsero nemmeno. Viceversa era sempre in prima fila, al fianco
del comandante di gruppo durante le cerimonie ufficiali (v. giuramento
del 147° Corso).
Con il suo sorriso smagliante ci comunicava i giorni
di consegna come se per lui tutto ciò fosse un gioco.
L'ultimo ricordo che abbiamo del simpatico tenente risale alla cena
di fine corso, quando fummo costretti ad accompagnarlo a casa poichè
aveva alzato un po' il gomito.
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S.Ten. Di Benedetto (il Misterioso)
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Anch'egli appartenente al 145° corso (come Detta) entrò a far
parte della batteria come comandante della sezione Campagna.
Viso tenebroso, di poche parole, non legò molto con la batteria; il
resto è un mistero.
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