146° CORSO AUC ARTIGLIERIA
Bracciano 08/01/1992 - 15/06/1992
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Gli Ufficiali della 2° Batteria
Questa sezione del sito è dedicata all'illustrazione dei profili degli ufficiali con i quali abbiamo trascorso i cinque mesi di corso a Bracciano. Abbiamo cercato di cogliere in ognuno di essi le caratteristiche principali, sottolineandone pregi e difetti in modo ironico. Non intendiamo pertanto offendere nessuno ma vogliamo altresì fare in modo che tutti possano ricordare quei bei momenti trascorsi insieme.
Cap. Giacomo Razzano
  Credo che il nostro Capitano abbia sofferto come noi durante i mesi di corso!
Non e' facile infatti per un ufficiale comandare una batteria di allievi; la competizione tra i gruppi e le batterie all'interno dei gruppi stessi era accesa e spesso anche gli ufficiali dovettero subire la loro dose di rimproveri dagli ufficiali superiori.
Cio' nonostante il comportamento del Capitano fu sempre improntato sulla massima corretezza e rispetto verso di noi. Per questo egli era ben visto da tutti anche da chi fu punito ripetutamente (vero Sergio e Valentino?)
Il Capitano fu anche uno dei docenti del corso (credo insegnasse Azione di Comando ed Educazione sociale); durante le lezioni riusciva a svegliare con la sua voce grave coloro i quali si addormentavano in aula.
Tipiche le sue espressioni in puro irpino ("Non si vede pił una beata fava", "and gombany varie") e il suo modo di camminare. Cosa dire di pił: "Grazie riposo in libertą".
Ten. Cantalini (il Cattivo)
  Dopo la prima settimana alla Scuola, terminato il periodo di ambientamento, fummo affidati alle "cure" del Ten. Cantalini.
Egli rimase con la nostra batteria per un mese circa ma in quel mese fece strage di allievi (i giorni di consegna volavano come niente fosse).
Personalmente mi ricordo le sue lezioni teoriche e pratiche di Addestramento Formale (veramente formale) durante le quali non volava una mosca. Improvvisamente se ne andò lasciando la Batteria nello sconforto(?!?)
S.Ten. Margaritelli (il Brutto)
  Fu un ex allievo della Scuola (142° Corso) rimasto a Bracciano; fu il nostro incubo per diversi mesi. Non dette mai confidenza a nessuno fino all'ultimo giorno quando si congedo' definitivamente.
Credo che tutti ricorderanno le lezioni di armi ed esplosivi nel cortiletto della batteria, al freddo, sotto la neve, in fila ad aspettare il proprio turno.
La sua maniacale osservanza dei regolamenti ci costrinse spesso a non poter utilizzare i guanti per ripararci dal freddo poiche' la regola era "o tutti con i guanti o tutti senza". Dato che statisticamente qualcuno se li dimenticava, la regola scattava impietosa per tutti.
S.Ten. Tei (il Buono)
  Ma era convinto di essere un ufficiale? La domanda ce la ponemmo in molti poichè il S.Ten. Tei sembrava non essere convinto di quello che faceva.
Era preferito a Margaritelli in quanto molto più "buono" e ragionevole nel capire alcune situazioni ma la sua vera indole resta ancor'oggi un mistero per tutti noi.
S.Ten. Gabriele Detta (l'Amico)
  Fu uno dei nostri "nonni" che, terminato il corso ed essendosi classificato Primo, rimase a Bracciano.
Molti se lo ricorderanno durante i primi giorni, quando, allievo accompagnatore, con il suo sguardo cattivo, ci urlava in faccia.
Fortunatamente le apparenze spesso ingannano e questa sua fama di cattivo, svanì presto quando entro a far parte degli ufficiali della nostra batteria.
Alla fine credo che, almeno personalmente, ci fu un rapporto di stima reciproca.
S.Ten. Alessandro Punzo (il sottocomandante)
  Verso la fine del corso comparve il S.Ten. Punzo; aspetto da attore hollywoodiano, a cavallo del suo scooter rosso fiammante, era il classico ufficiale di complemento (di complemento infatti! E molto ben missilato!!!).
Divenuto sottocomandante di batteria per via del fatto che era un cosiddetto firmaiolo (Ufficiale di complemento in ferma volontaria), prese subito il comando delle operazioni.
La sua presenza durante le "esterne" fu tale che molti di noi non se ne accorsero nemmeno. Viceversa era sempre in prima fila, al fianco del comandante di gruppo durante le cerimonie ufficiali (v. giuramento del 147° Corso).
Con il suo sorriso smagliante ci comunicava i giorni di consegna come se per lui tutto ciò fosse un gioco.
L'ultimo ricordo che abbiamo del simpatico tenente risale alla cena di fine corso, quando fummo costretti ad accompagnarlo a casa poichè aveva alzato un po' il gomito.
S.Ten. Di Benedetto (il Misterioso)
  Anch'egli appartenente al 145° corso (come Detta) entrò a far parte della batteria come comandante della sezione Campagna.
Viso tenebroso, di poche parole, non legò molto con la batteria; il resto è un mistero.